Per la chiesa cattolica il 2 ottobre è la festa degli angeli
custodi. A dire il vero la chiesa cattolica ha sempre celebrato i nonni la
quarta domenica di luglio in corrispondenza di due nonni molto famosi, Anna e
Gioacchino, genitori di Maria mamma di Gesù.
Lo stato italiano nel 2005 ha scelto il 2 ottobre per
festeggiare i nonni pensando forse che il 22 luglio fosse troppo di parte.
Chissà…
I nonni sono dunque visti come angeli custodi della famiglia,
un bel riconoscimento che, a detta di chi ha proposto questa data, dovrebbe
dare una certa dignità sociale a questa figura indispensabile.
È molto poetico associare l’angelo protettore al nonno o
alla nonna, in realtà i nonni si stanno facendo carico di una grossa fetta che
toccherebbe al welfare nazionale.
Così come è strutturato il nostro mondo, e mi riferisco
ovviamente al nostro paese, i nonni stanno diventando una risorsa insostituibile.
Lavorando con molte famiglie, tocco con mano quotidianamente
la fatica di essere genitori con la scarsità di servizi a disposizione e con un
mondo del lavoro che chiede prestazioni infinite senza tener conto della
maternità o paternità.
Ci sono genitori che a malapena riescono a vedere un paio d’ore
al giorno i propri figli, catturati dal ritmo lavorativo che non lascia scampo.
Mancano strutture di supporto, le babysitter sono quasi tutte senza una vera
professionalità, pagate in nero e con prestazioni spesso discutibili. Ricorrere
ai nonni è una vera esigenza, anche quando i genitori ne farebbero volentieri a
meno. I nonni angeli custodi vanno bene, ma preferirebbero forse esserlo un po’
meno, godersi i nipoti senza il vincolo della quotidianità, aiutare veramente i
propri figli senza a volte doversi sostituire.
Le famiglie fanno fatica, manca un pensiero che possa
portare serenamente a scegliere di allargare la famiglia. Chi ha un figlio
fatica a stare dietro a tutto e chi ne ha due si sente come preso in trappola
tra quello che è il desiderio di poter stare con i propri bambini e i doveri
lavorativi. Spesso i nonni si trovano a dover essere subiti, ovvero a fare le
veci dei genitori loro malgrado.
Nel mio libro sottolineo l’importanza di potersi chiedere
che tipo di nonni si vuol essere, mi rendo conto però che non sempre questo è
possibile, perché le esigenze possono portare a essere troppo presenti andando
a minare l’equilibrio della nuova famiglia.
Ricordare l’importanza di saper stare al proprio posto,
questo deve essere comunque un imperativo d’oro e cercare di reggere, perché se
aspettiamo che sia il welfare a dare risposte, i nostri nipoti saranno già
diventati a loro volta nonni.

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