10 gennaio 2026

ADOLESCENTI E SONNO, UN PROBLEMA COMUNE PIU’ O MENO A TUTTI

 


Dire adolescenza è dire poca voglia di andare a dormire, tendenza a fare le ore piccole, voglia di partecipare al mondo “fuori” seppure attraverso un videoschermo. Un ragazzo giorni fa mi ha detto che il tempo utilizzato per dormire, secondo lui, è tempo sprecato. Ci sono tante cose da fare, il sonno ti ruba metà del tempo.

Purtroppo, anche molti adulti la pensano allo stesso modo e questo porta inevitabilmente a un aumento dello stress.

Molti genitori sono consapevoli di questo problema ma non riescono a trovare la corretta strategia per poter convincere i figli e le figlie a dormire di più.

Una ricerca recente condotta dal team dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, ci dice che il 50% degli adolescenti dorme meno di otto ore a notte, molti ne dormono solo sei o sei e mezzo. Ricordiamo che fino a diciotto anni una buona igiene del sonno prevede di dormire nove - dieci ore a notte. Impossibile direte voi. Purtroppo, si, se teniamo conto della scuola che inizia le lezioni alle otto; dunque, chi deve spostarsi per prendere un mezzo e recarsi in aula per quell’ora, è costretto a svegliarsi almeno alle sette se non prima.

I nostri ritmi lavorativi ci impediscono di mettere in tavola la cena alle sette, quasi nessuno ce la fa.

Gli impegni sportivi spesso finiscono alle sette o alle otto se non addirittura più tardi.

Cosa fare dunque?

I pediatri mettono in avviso spiegando come un mancato sonno ristoratore impedisce a ragazzi e ragazze di avere un buon rendimento scolastico. Il motivo è molto semplice: durante il sonno, come ho più volte ricordato nei miei articoli, il cervello fissa le informazioni che sono utili ed elimina quelle che non lo sono. L’apprendimento avviene proprio durante la notte. Se i risvegli sono multipli, se i ragazzi soffrono di insonnia (e molti lo denunciano) questo processo non avviene o avviene solo parzialmente.

C’è un’altra particolarità tipica dell’età adolescenziale, il ritmo circadiano viene alterato e la melatonina viene prodotta più tardi rispetto a un’età precedente.

Se a tutto questo aggiungiamo il disallineamento cerebrale tra lo sviluppo e la maturazione del sistema limbico e della corteccia prefrontale (l’ultima a maturare) ecco che il problema poco sonno si fa davvero sentire.

La mancanza di sonno produce problemi a livello scolastico, questo lo abbiamo detto, ma spesso con la scarsità di riposo si hanno reazioni emotive più forti, aggressive, ci sono disturbi legati alla percezione del sé, spesso depressioni e talvolta sindromi suicidiarie.

Cosa fare?

Innanzitutto, prendere consapevolezza di questo tema. Il sonno è importante e si dovrebbe cercare di favorirlo in tutti i modi.

Se non si può anticipare la messa a letto per i motivi sopra elencati, come genitori cerchiamo perlomeno di aiutare ragazzi e ragazze a capire che le distrazioni date dai videoschermi inficiano fortemente l’attività legata al sonno. Se spieghiamo loro tutta la questione, senza pretendere che facciano ciò che vogliamo noi ma discutendo assieme sul problema, io sono certa che loro per primi saranno pronti a spegnere lo smartphone.

Non vietiamo l’uso ma aiutiamoli a comprendere, aiutiamoli a cercare strategie utili per fare del sonno un buon sonno e della notte un’alleata per il giorno.

Serve dialogo, confronto, qualche sano litigio e molta fiducia. Se aiutati a capire, loro ci stanno.

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