Dire adolescenza è dire poca voglia di andare a dormire,
tendenza a fare le ore piccole, voglia di partecipare al mondo “fuori” seppure
attraverso un videoschermo. Un ragazzo giorni fa mi ha detto che il tempo
utilizzato per dormire, secondo lui, è tempo sprecato. Ci sono tante cose da
fare, il sonno ti ruba metà del tempo.
Purtroppo, anche molti adulti la pensano allo stesso modo e
questo porta inevitabilmente a un aumento dello stress.
Molti genitori sono consapevoli di questo problema ma non
riescono a trovare la corretta strategia per poter convincere i figli e le
figlie a dormire di più.
Una ricerca recente condotta dal team dell’ospedale
pediatrico Meyer di Firenze, ci dice che il 50% degli adolescenti dorme meno di
otto ore a notte, molti ne dormono solo sei o sei e mezzo. Ricordiamo che fino
a diciotto anni una buona igiene del sonno prevede di dormire nove - dieci ore
a notte. Impossibile direte voi. Purtroppo, si, se teniamo conto della scuola
che inizia le lezioni alle otto; dunque, chi deve spostarsi per prendere un
mezzo e recarsi in aula per quell’ora, è costretto a svegliarsi almeno alle
sette se non prima.
I nostri ritmi lavorativi ci impediscono di mettere in
tavola la cena alle sette, quasi nessuno ce la fa.
Gli impegni sportivi spesso finiscono alle sette o alle otto
se non addirittura più tardi.
Cosa fare dunque?
I pediatri mettono in avviso spiegando come un mancato sonno
ristoratore impedisce a ragazzi e ragazze di avere un buon rendimento
scolastico. Il motivo è molto semplice: durante il sonno, come ho più volte
ricordato nei miei articoli, il cervello fissa le informazioni che sono utili
ed elimina quelle che non lo sono. L’apprendimento avviene proprio durante la
notte. Se i risvegli sono multipli, se i ragazzi soffrono di insonnia (e molti
lo denunciano) questo processo non avviene o avviene solo parzialmente.
C’è un’altra particolarità tipica dell’età adolescenziale, il
ritmo circadiano viene alterato e la melatonina viene prodotta più tardi
rispetto a un’età precedente.
Se a tutto questo aggiungiamo il disallineamento cerebrale
tra lo sviluppo e la maturazione del sistema limbico e della corteccia
prefrontale (l’ultima a maturare) ecco che il problema poco sonno si fa davvero
sentire.
La mancanza di sonno produce problemi a livello scolastico,
questo lo abbiamo detto, ma spesso con la scarsità di riposo si hanno reazioni
emotive più forti, aggressive, ci sono disturbi legati alla percezione del sé,
spesso depressioni e talvolta sindromi suicidiarie.
Cosa fare?
Innanzitutto, prendere consapevolezza di questo tema. Il sonno
è importante e si dovrebbe cercare di favorirlo in tutti i modi.
Se non si può anticipare la messa a letto per i motivi sopra
elencati, come genitori cerchiamo perlomeno di aiutare ragazzi e ragazze a
capire che le distrazioni date dai videoschermi inficiano fortemente l’attività
legata al sonno. Se spieghiamo loro tutta la questione, senza pretendere che
facciano ciò che vogliamo noi ma discutendo assieme sul problema, io sono certa
che loro per primi saranno pronti a spegnere lo smartphone.
Non vietiamo l’uso ma aiutiamoli a comprendere, aiutiamoli a
cercare strategie utili per fare del sonno un buon sonno e della notte un’alleata
per il giorno.
Serve dialogo, confronto, qualche sano litigio e molta
fiducia. Se aiutati a capire, loro ci stanno.

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