27 gennaio 2026

27 GENNAIO, GIORNATA DELLA MEMORIA (1)

 

Arriva ogni anno e si aprono sempre nuove considerazioni.

Le nuove generazioni riescono a capire sempre meno quello che è accaduto, ovviamente quando non si fa esperienza si fa fatica a sentir vibrare alcune corde.

La Shoah è stata la pagina della storia più atroce mai esistita.

La domanda sull’essere umano sorge spontanea, non si può pensare che dei simili possano perpetrare tali violenze in maniera sistematica, ragionata, consapevole nei confronti di altri simili.

Poche sere fa ho visto un film, “La zona d’interesse” per la regia di Jonathan Glazer.

Quello che colpisce di più di quel film è la rappresentazione di una realtà come è effettivamente esistita, la capacità di vivere serenamente pensando alla propria famiglia, ai propri bambini, alla casa con giardino di un comandante delle SS.

Il campo di concentramento confinava con la casa di questa famiglia, i rumori del campo si udivano giorno e notte e ciononostante la vita continuava come niente fosse, con le feste in piscina, i ricevimenti, la preoccupazione per la colazione abbondante, la servitù maltrattata.

La cosa più sconvolgente, a mio avviso, è la drammatica realtà: oggi un po’ tutti siamo portati a lasciarci scorrere addosso le atrocità, stiamo a guardare dalla finestra e così facendo rischiamo di perdere il contatto con la parte più significativa di noi stessi, la nostra capacità di essere umani.

E’ un film che a mio avviso andrebbe fatto vedere alle scuole secondarie di secondo grado proprio per fare un parallelismo tra l’indifferenza e ”I CARE” di don Milani.

Un’altra considerazione che mi viene spontanea è legata all’antisionismo che impera.

C’è una tale confusione determinata dall’ignoranza (almeno spero sia questo) che fa confondere l’accaduto durante la Shoah e il popolo israeliano. Come dire: visto quello che ha subito il popolo ebreo come è possibile che faccia quello che sta facendo in Palestina? 

Alcuni amici di religione ebraica mi dicono che hanno paura a portare la kippah per paura, perché vengono confusi con gli israeliani (o meglio con quegli israeliani che si trovano in accordo con Netanyahu, perchè moltissimi non lo sono). Subiscono ingiurie, minacce, discriminazioni.

Fare di ogni erba un fascio porta alle intolleranze estreme, alla violenza, alla visione di un nemico a prescindere. Per questo serve educare, far conoscere, parlare di questi argomenti non solo il 27 gennaio.

Mi piace concludere con una frase di una delle persone che ammiro più di ogni altra, Etty Hillesum. Lei, nel suo diario, vivendo la persecuzione e in procinto di essere internata, voleva assolutamente distinguere la persona dai carnefici, non ammetteva di generalizzare pensando che tutti i tedeschi fossero indistintamente criminali e addirittura voleva trovare una scintilla di bontà anche in chi si trovava nel campo a eseguire ordini. 

Ma Etty, si sa, era il “cuore pensante” del campo. Dovremmo leggerla tutti.

(1(1)   L’illustrazione è di Antonella Martino


23 gennaio 2026

FA PARTE DI UN PROGETTO DI PACE ARRESTARE I BAMBINI?

 

Domanda retorica, arrestare i bambini non solo non fa parte di un progetto di pace ma fa fare un salto indietro alla storia dell’evoluzione umana.

La notizia arriva da lontano, Minneapolis, dove gli agenti dell’ICI stanno facendo piazza pulita degli immigrati. Non si fermano di fronte a nulla, nemmeno di fronte a un bambino piccolo e lo usano per catturare il padre.

La foto che sta spopolando sui media di tutto il mondo punta sulla tenerezza, un berrettino con lunghe orecchie di peluche, non c’è cosa più tenera e dolce.

Ricordo un’altra foto che ha vinto anche dei premi, quella di un giubbino rosso lasciato sulla spiaggia, il giubbino che avrebbe dovuto salvare un bambino dall’annegamento.

Guarda caso, parliamo di bambini immigrati. Che parolaccia!

I bambini anche se immigrati fanno tenerezza, le fino a che sono bambini le persone perbene si indignano, c’è un gran baccano ma poi tutto finisce lì.

È superfluo riflettere sull’atrocità di un arresto da parte di agenti incappucciati, sono scene da film del terrore e non si possono nemmeno commentare tanta è l’assurdità di un gesto simile.

Io sposto l’attenzione su di un clima più generale, dove le coscienze ormai anestetizzate si fanno temporaneamente smuovere un pochino da foto che emozionano, così come fa la pubblicità con il forte lavoro sul versante emotivo per indurre all’acquisto. Spesso la pubblicità utilizza bambini proprio per quello scopo, vendere.

Non vorrei passare per cinica ma mi chiedo davvero dove stiamo andando.

Se esistono agenti anti migranti che possono consentirsi di prendere un piccolo Liam di soli cinque anni per fare pulizia, vuol dire che c’è davvero qualcosa che non funziona.

Il resto della gente dove sta?

L’ICI può fare davvero quello che vuole perché hanno le mani dotate di pistole?

Dove stanno i cittadini che hanno consentito a uno stato di essere governato da un pazzo lucidissimo e narcisista come Trump?

Chi può dare consenso alle operazioni di quell’uomo che dice di essere guidato dalla sua moralità?

E per non farci mancare nulla, dove stanno le italiane (mi piacerebbe dire anche gli italiani) che si vedono modificata una legge antistupro e non fanno nulla?

Dove stanno le donne al governo? Non dovrebbero per caso imbestialirsi per un cambio di “programma” così devastante?

L’anestesia esiste e si è presa le menti della maggior parte delle persone.

Si possono cambiare le carte in tavola sullo stupro, si possono arrestare bambini a cinque anni, si possono riarmare tutti gli stati perché l’uomo è un nemico.

Ieri sera ho partecipato all’ennesimo incontro del tavolo degli psicologi per la pace, cerchiamo di analizzare, di valutare, di capire dove si sta andando ma soprattutto di capire se i cambiamenti positivi che ci sono stati dalla Seconda guerra mondiale in qua potrebbero essere esaltati, apprezzati, valorizzati, spronati.

Cerchiamo di dirci che le cose possono cambiare, che la pace è possibile perché la gente la vuole, che i giovani possono fare la differenza ma…dopo notizie come quelle che mi hanno tenuto compagnia questa mattina, davvero, da combattente quale sono stata tutta la vita, inizio a sentir vacillare la possibilità di un cambio di rotta.

20 gennaio 2026

RECENSIONE DI MAURA PONTONI


 Trieste, 22 giugno 2020. Dopo la stretta causata dal lockdown Giulia, psicoterapeuta triestina, riapre il suo studio. La città sembra riprendere pian piano vita e con lei le storie dei pazienti che, uno dopo l’altro, tornano a incontrare la terapeuta in presenza.

Tutta la vicenda si snoda nell’arco di una giornata e Giulia, nella pausa pranzo ripercorre alcune vie della città, occasione per riandare con la memoria alla sua storia, all’incontro con l’uomo della sua vita, con spazi e luoghi che l’hanno vista felice o inquieta.

Il passato ritorna costantemente e il gomitolo in copertina, opera di Andrea della GAM grafica, richiama Bergson con il suo intrecciare ieri con l’oggi.

I pazienti di Giulia, infatti, continuano a fare i conti con il passato che non scompare affatto, ma si accumula costantemente ed è sempre presente.

Giulia ha il compito di accompagnare a scoprire l’unicità di un presente che ha la capacità di contenere il passato senza per questo esserne vittime. La guarigione sta proprio in questa integrazione.

Un elemento fondante della narrazione è dato però dalla figura di Amos, alpinista, geologo, una vita fatta di montagna, ricerca di senso e contraddizioni.

Cosa ha a che vedere Amos con la terapeuta?

Non possiamo svelare troppo perché l’intreccio ha talvolta i contorni di un giallo senza commissariati di polizia. Sta a Giulia indagare ma possiamo dire da subito che Amos non è un suo paziente. Dunque?

La trama è costruita con cura, non si vorrebbe mai smettere di leggere perché si ha il desiderio di scoprire di più, di capire dove vanno a parare le vite di questi personaggi che sono normalissimi nella loro straordinarietà: potremmo essere tranquillamente noi.

Il lettore si sente interpellato da una realtà che potrebbe essere la sua o quella di una vicina di casa.

L’autrice mastica bene la materia psicologica e mi viene da dire anche quella filosofica e letteraria. Le citazioni che aprono i capitoli, infatti, fanno comprendere un amore per la letteratura e in particolare per alcuni autori, come Magris, che diventa in qualche modo parte della storia con le sue opere.

E poi c’è il mare, quello del Golfo di Trieste, quello di Salvore in Croazia e quello della Sicilia.

E la scala? Giulia ne vede una il primo giorno e poi…

 

Maura Pontoni


 


10 gennaio 2026

ADOLESCENTI E SONNO, UN PROBLEMA COMUNE PIU’ O MENO A TUTTI

 


Dire adolescenza è dire poca voglia di andare a dormire, tendenza a fare le ore piccole, voglia di partecipare al mondo “fuori” seppure attraverso un videoschermo. Un ragazzo giorni fa mi ha detto che il tempo utilizzato per dormire, secondo lui, è tempo sprecato. Ci sono tante cose da fare, il sonno ti ruba metà del tempo.

Purtroppo, anche molti adulti la pensano allo stesso modo e questo porta inevitabilmente a un aumento dello stress.

Molti genitori sono consapevoli di questo problema ma non riescono a trovare la corretta strategia per poter convincere i figli e le figlie a dormire di più.

Una ricerca recente condotta dal team dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, ci dice che il 50% degli adolescenti dorme meno di otto ore a notte, molti ne dormono solo sei o sei e mezzo. Ricordiamo che fino a diciotto anni una buona igiene del sonno prevede di dormire nove - dieci ore a notte. Impossibile direte voi. Purtroppo, si, se teniamo conto della scuola che inizia le lezioni alle otto; dunque, chi deve spostarsi per prendere un mezzo e recarsi in aula per quell’ora, è costretto a svegliarsi almeno alle sette se non prima.

I nostri ritmi lavorativi ci impediscono di mettere in tavola la cena alle sette, quasi nessuno ce la fa.

Gli impegni sportivi spesso finiscono alle sette o alle otto se non addirittura più tardi.

Cosa fare dunque?

I pediatri mettono in avviso spiegando come un mancato sonno ristoratore impedisce a ragazzi e ragazze di avere un buon rendimento scolastico. Il motivo è molto semplice: durante il sonno, come ho più volte ricordato nei miei articoli, il cervello fissa le informazioni che sono utili ed elimina quelle che non lo sono. L’apprendimento avviene proprio durante la notte. Se i risvegli sono multipli, se i ragazzi soffrono di insonnia (e molti lo denunciano) questo processo non avviene o avviene solo parzialmente.

C’è un’altra particolarità tipica dell’età adolescenziale, il ritmo circadiano viene alterato e la melatonina viene prodotta più tardi rispetto a un’età precedente.

Se a tutto questo aggiungiamo il disallineamento cerebrale tra lo sviluppo e la maturazione del sistema limbico e della corteccia prefrontale (l’ultima a maturare) ecco che il problema poco sonno si fa davvero sentire.

La mancanza di sonno produce problemi a livello scolastico, questo lo abbiamo detto, ma spesso con la scarsità di riposo si hanno reazioni emotive più forti, aggressive, ci sono disturbi legati alla percezione del sé, spesso depressioni e talvolta sindromi suicidiarie.

Cosa fare?

Innanzitutto, prendere consapevolezza di questo tema. Il sonno è importante e si dovrebbe cercare di favorirlo in tutti i modi.

Se non si può anticipare la messa a letto per i motivi sopra elencati, come genitori cerchiamo perlomeno di aiutare ragazzi e ragazze a capire che le distrazioni date dai videoschermi inficiano fortemente l’attività legata al sonno. Se spieghiamo loro tutta la questione, senza pretendere che facciano ciò che vogliamo noi ma discutendo assieme sul problema, io sono certa che loro per primi saranno pronti a spegnere lo smartphone.

Non vietiamo l’uso ma aiutiamoli a comprendere, aiutiamoli a cercare strategie utili per fare del sonno un buon sonno e della notte un’alleata per il giorno.

Serve dialogo, confronto, qualche sano litigio e molta fiducia. Se aiutati a capire, loro ci stanno.

INFANZIA, TEMPO SEMPRE LIETO?

Quando pensiamo all’infanzia veniamo colti da quelle sensazioni dolci che sanno di odori buoni, la pasta Fissan, il latte, due guanciotte ro...