11 giugno 2026

RISPETTARE IL PEGI:PERCHE’ E’ COSI’ IMPORTANTE?

 

Ritorno su di un tema che ho più volte affrontato: consegnare ai bambini e ragazzi argomenti e materiali adatti alla loro età. Durante le consulenze con le  famiglie c’è ancora tanta disinformazione sull’utilizzo del PEGI, allora mi permetto di fare un piccolo riepilogo sul tema.

PEGI: Pan European Game Information, si tratta del sistema europeo di classificazione dei videogiochi. Aiuta a orientare i genitori prima di consegnare un videogame a un bambino. Ci sono cinque categorie a cui va sempre associata la consapevolezza del fatto che non va mai lasciato da solo di fronte a un videoschermo.

Prima di tutto al di sotto dei 3 anni non c’è alcun videoschermo da proporre, questo resta inteso, né per quanto riguarda i giochini sullo smartphone né per altri contenuti sulla TV o PC.

Detto questo vediamo le categorie:

PEGI 3 è adatto a tutte le età

PEGI7 no è adatto a bambini più piccoli perché ci potrebbero essere contenuti un po’ paurosi

PEGI12 come sopra per contenuti anche un po’ violenti tipo lotte o scene di paura più esplicite

PEGI 16 scene di violenza o contenuti sessuali con scene più o meno esplicite che al di sotto di quell’età non vengono comprese o situazioni in cui può essere fatto uso di droghe

PEGI 18 situazioni rivolte a un pubblico sufficientemente adulto da comprendere bene la differenza tra fiction e mondo reale e la capacità di discernimento tra ciò che va bene e ciò che non va bene anche in situazioni critiche su base violenta o sessuale.

Perché rispettare queste classificazioni è così importante?

Perché tengono conto delle varie fasi di sviluppo del cervello infantile. Quello che a 10 anni può essere tranquillo e comprensibile non lo è a 4 o 5 così come contenuti ben assimilabili a 16 non corrispondono alla stessa percezione a 11 o 12.

Il PEGI si rivolge ai videogiochi ma per ogni contenuto multimediale c’è la stessa classificazione, ogni film o serie o documentario porta un’indicazione di età.

Pochissimi ne tengono conto mentre i ragazzini e ragazzine fanno il loro mestiere cercando di trasgredire e vanno a cercare proprio quei contenuti “vietati” alla oro età per far dannare i genitori. Chiedersi perché un determinato film non è adatto a mio figlio o figlia è una buona prassi genitoriale. Sapere che cosa guardano e interessarsi anche a quel loro mondo consente di aiutarli a stare dentro molte inquietudini.

Facciamo l’esempio dei K Drama. Vi ricordate Squid Game? Assolutamente non adatto ai minori di 18 anni molti bambini e bambine lo guardavano imitando poi il gioco dell’eliminazione dell’altro: nulla di fisico nella maggior parte dei casi ma di psicologico si. In questi tempi le serie coreane vanno per la maggiore, non sono adatte alle bambine ma sono loro che le guardano. Si tratta di soap opera che creano una forma mentis nelle giovani generazioni, nulla di educativo e costruttivo, intrighi e corna, tradimenti e colpi bassi il tutto condito da un bel po’ di sesso con però corpi perfetti, modelli impossibili da raggiungere. Se un adulto si guarda quella serie dopo un po’ si annoia, è la solita cosa trita e ritrita, ma se una bambina di 10 o 11 anni la guarda entra in un mondo favoloso e immagina che la vita vera sia proprio quella, che le relazioni siano fatte così e tutto sommato anche se alla fine un qualche matrimonio ci sarà non vale la pensa spendersi troppo in una relazione di coppia.

E’ solo uno degli esempi per non parlare dello spaccio di droga, degli intrighi internazionali dove il complottismo va per la maggiore e dove non ci si può fidare di nessuno.

Capite che in età prepubere non c’è bisogno di questo, ma sono serie molto seguite e gli adulti di riferimento non ci fanno troppo caso, lasciano fare.

Senza dilungarmi troppo, direi che è una buona cosa occuparsi anche di questi aspetti, non si può semplicemente continuare a dire “che sciocchezze guardano i miei figli” meglio informarsi per davvero e scegliere per loro, almeno fino a che sono piccoli. Facendo rete, e lo ripeto per la millesima volta, con gli altri genitori, perché dove c’è un buon gruppo di genitori che si parlano e si aiutano nelle scelte i figli sono più sereni.


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