La scelta della babysitter è sempre una questione molto
delicata. Nel nostro paese c’è il grosso problema della mancanza di figure
formate e di un regolamento chiaro per le assunzioni. AL momento i vouchers
sembrano la via più tranquilla per chi necessita di poche ore di supporto
ma…funziona soprattutto il nero. E ciò non ci piace…
Poche realtà mettono in campo progetti come quello di
Bologna intitolato “tata Bologna”. Esiste un elenco di tate qualificate e la
possibilità di avere un servizio a domicilio per bambini e bambine fino ai 12
mesi. Ma è piuttosto raro.
Ci sono poi piattaforme digitali come Sitly, Babysits e
Supertata, oltre a realtà specializzate come Baby-Xitter per bambini con
disabilità ma ovviamente solo alcune città hanno la possibilità di avere tali
servizi. Anche in questo caso il Sud è fortemente penalizzato così come per i
servizi rivolti alla prima infanzia.
Nella maggior parte dei casi le famiglie si affidano a
“ragazze” che “tengono i bambini”. In alcuni casi ci sono agenzie che
propongono anche tate oltre a badanti e colf, ma siamo lontani anni luce da
quello che vediamo nei paesi nordici.
Sovente ci affidiamo alla studentessa che ama tanto i
bambini o alla signora che ha perso il lavoro e allora si ricicla come tata o
ancora alla mamma che avendo i figli a scuola si prendere del tempo per
seguirne altri.
Un gran caos insomma.
Per mettere in regola queste lavoratrici è importante prima
di tutto capire la differenza tra babysitter e tata: le baby sitter, di solito,
lavorano per una famiglia per brevi periodi e svolgono compiti di base nella
cura dei bambini, mentre le mansioni più complesse, accompagnate da uno
stipendio più alto e da un contratto a lungo termine, sono riservate alla figura
della tata che dovrebbe avere una laurea specifica e referenze certificate.
Da un’indagine svolta da SWG un paio di anni fa risulta che
solo il 36% delle babysitter è messo in regola, queste per la maggior parte lo
sono grazie ai bonus babysitter che alcune regioni hanno messo in campo.
La maggior parte delle famiglie vorrebbe avere delle persone
qualificate, meglio se giovani, con creatività e competenze e levate e con una
buona flessibilità oraria.
Nella speranza di trovare persone effettivamente ben
preparate, vediamo quali sono gli aspetti fondanti da tener conto nella scelta:
·
Buona preparazione verificabile
·
Buone referenze certificate
·
Buona flessibilità non solo come orari ma come
adesione alle richieste educative della famiglia
·
Pulizia della persona (abiti e capelli curati)
E’ molto importante verificare le tariffe orarie e le
modalità corrette per un’assunzione dignitosa che tenga conto dei diritti del
lavoratore.
Al primo colloquio è importante preparare una serie di
domande da sottoporre alla candidata per mettere subito in chiaro ogni aspetto.
L’incontro con i bambini sarà poi la chiave di volta, può
essere che ci sia un piacersi immediato o che ci voglia un pochino di tempo ma
considerare seriamente se il bambino porta un netto rifiuto con pianti e
ostinazione.
Queste indicazioni di massima valgono in modo particolare
per chi deve affidare un bambino molto piccolo ma a mio avviso vanno tenute
conto sempre anche quando il figlio da accudire ha più di tre anni. Ricordo che
si possono consultare le corrette norme per un’assunzione anche a questo
indirizzo https://it.indeed.com/guida-alla-carriera/trovare-lavoro/contratto-baby-sitter

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