Non è un tema nuovo e più volte l’ho affrontato ma a mio
avviso è interessante ritornarci ogni tanto.
Ho più volte sottolineato quanto il far parte di un gruppo
di pari sia importante a ogni età, il mondo adolescenziale è quello a cui
maggiormente interessa questo aspetto e anche l’abbigliamento ha a che vedere
con l’essere accettati o meno. Gli adolescenti ci tengono a sottolineare una
loro personalità senza però uscire dal riconoscimento gruppale.
All’apparenza sembrano tutti uguali in realtà ognuno si
distingue e ci tiene a questa sua particolarità. Suggerisco sempre ai genitori
di adolescenti di non interferire troppo con la scelta degli abiti, è una cifra
importante sia per definirsi all’interno del gruppo che per dare messaggi su di
sé. Sovente le ragazze si imitano a vicenda facendo a gara su di un modello
estetico rubato alle influencer ma c’è anche chi vuole dichiararsi apertamente
diversa e allora adotta uno stile tutto suo fatto anche di abiti all’apparenza
poco significativi o che nascondono le fattezze del corpo. Ogni indumento ha il
suo perché e non va ostacolato. Resta inteso che alcune regole rimangono come
rispetto per sé stessi e i luoghi che si frequentano. Il genitore deve richiedere
la decenza e mettere alcuni paletti su ciò che può essere ritenuto offensivo,
tipo la pancia fuori per andare a scuola o le mutande a vista per i maschi.
Detto questo, non è bene mettere il becco perché l’abito in adolescenza fa
parte della mutazione, della migrazione da quel corpo bambino dove la mamma
sceglieva i vestiti al corpo adulto tutto da definire e da scoprire.
Ma mi aggancio proprio all’epoca in cui sono i genitori a
scegliere gli indumenti per i figli. E’ ancora così?
Guardandosi in giro sembra proprio di no.
Sembra, e sottolineo sembra, - non voglio dare giudizi – che a
scegliere gli abiti per i bambini siano gli influencer. No, non quelli su
YouTube bensì quelli dettati da cartoni animati e personaggi televisivi. I
maschietti sono tutti rivestiti da macchine o mostri vari, supereroi e le
femmine dalle varie principesse che si susseguono a seconda dei film che escono
da casa Disney e affini.
La pervasione dei media ha invaso le vetrine dei negozi e
delle bancarelle dei mercati.
Si può ancora acquistare una semplice maglietta monocolore
senza stampe? A quanto pare no a meno che...
A meno che ci si possa permettere brand supercostosi che
propongono una moda bimbi spesso impostata su stile classico a imitazione degli
adulti.
Dunque, se voglio vestire il mio bambino senza spendere
cifre assurde che fare? Rassegnarsi a farlo entrare nella schiera dei vari
personaggi inflazionati. Non è anche questo un modo per condizionarli fin dalla
tenera età? Aveva ragione Pasolini: il consumismo la fa da padrone a tutti i
livelli, il problema è che non ce ne accorgiamo.

Nessun commento:
Posta un commento