10 maggio 2026

AUGURI MAMME!

 

Auguri a noi mamme, a quelle che hanno la gioia di coccolare i propri bambini, a quelle che vorrebbero tanto poterlo diventare ma non ce la fanno. A queste mamme del cuore va il mio profondo pensiero perché, pur non potendo generare, vivono la dimensione della maternità dentro di loro e il mio augurio è di poter esprimere la propria maternità in senso più ampio, nel mondo del lavoro se hanno la fortuna di avere un impiego legato alla cura oppure nel volontariato attraverso la possibilità di stare con bambini e bambine, gruppi educativi, associazioni.

La maternità è cosa seria, mi ricordava sempre mia madre.

La maternità è anche e soprattutto possibilità di scelta e mai come in questa nostra epoca si situa nella fatica di poter aderire a quel si che il bambino richiede. Dico fatica perché non basta accogliere un seme nel grembo o accogliere un bambino in adozione per poter esprimere la maternità. Non vado a cercare spunti di tipo psicologico, sappiamo quanto sia importante la preparazione in un momento così fondante della vita della donna.

Mi riferisco al contesto sociale in cui un bambino o una bambina viene al mondo. Il nostro mondo occidentale ricco, con tutte le possibilità di crescere sano e protetto; il mondo altro dove non è detto che un bambino riesca a vivere la sua infanzia. E’ di questa mattina l’ennesima notizia di un attacco israeliano (ma poco importa chi lo ha sferrato) e la morte di tre bambini, uno di soli sei mesi.

Il mondo non è adatto ai bambini, allora che mondo è? Sono sempre domande più grandi di me a cui non solo non so dare risposta ma mi generano un profondo senso di ingiustizia e frustrazione.

Tornando al nostro fortunato mondo, dove chi nasce ha già pronto il corredino e i giocattoli e il cibo e tutto il resto, il tema della maternità è comunque molto complesso.

Una interessante indagine di Save the Children, intitolato provocatoriamente Le equilibriste https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/le-equilibriste-la-maternita-italia-nel-2026, indaga le condizioni della maternità all’interno di un welfare. Troviamo in realtà anche le edizioni degli anni precedenti, non è dal 2026 che noi mamme siamo equilibriste, si intende.

Non si parla solo di mamme ma anche di donne che devono valutare se dire SI a quel bambino che chiede di nascere. Donne dove “la child penality pesa su occupazione, reddito e carriere con tanta disuguaglianza territoriale”.

Chi diventa mamma lo diventa sempre più tardi, basti pensare che l’età media per il primo parto nel nostro Paese è di 32,7 anni; solo il 2,9% delle madri lo diventa prima dei trent’anni.

Un tema che viene riportato dall’indagine è legato al lavoro, dopo il figlio il salario nel settore privato viene ridotto del 30% e nel pubblico del 5%. Va meglio ma non dovrebbe esistere.

Il part -time diventa una scelta spesso obbligata per le donne perché mancano sufficienti servizi per la gestione dell’infanzia a partire dal nido in poi.

No entro nel merito di altre questioni ma rimando alla lettura dell’indagine. Le giovani donne vorrebbero diventare madri ma fanno fatica a programmare una maternità proprio per i problemi sopra espressi.

Dunque, auguri a noi mamme certo, ma rimaniamo sul pezzo per quanto riguarda la lotta per il raggiungimento dei nostri diritti. C’è tanto lavoro da fare!


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