Uno dei temi salienti e ricorrenti lungo
tutto il corso della vita di un figlio è legato all’autonomia. Si notano spesso
comportamenti contraddittori negli adulti, tali che i bambini e le bambine non
capiscono bene le richieste che vengono loro fatte.
L’autonomia si spalma lungo tutta l’età
evolutiva, ha a che vedere con la capacità di gestirsi a tutti i livelli e
proprio per questo è un percorso che ha diverse fasi dipendenti dall’età.
Franco Fornari ne “La vita affettiva
originaria del bambino” ricorda l’importanza della frustrazione evolutiva,
quella frustrazione causata dalla richiesta derivante da un corretto utilizzo
del NO o da alcune routine, una su tutte la capacità del bambino di gestire la
paura della notte.
Riuscire a far dormire il bambino o la
bambina nel suo lettino gli/le consente di imparare a superare la paura del
buio, a comprendere quale è il suo posto. Il lettone, che a quanto pare è
alloggio abituale di bambini e bambine ben oltre il terzo anno di vita,
dovrebbe essere il posto dei genitori, non quello dei figli. Abituare il figlio
a dormire nel suo letto ha molto a che vedere con l’autonomia, è un passaggio
importante. Naturalmente c’è la corretta modalità di addormentamento a partire
dai primi mesi fino al punto in cui il bambino o la bambina in piena autonomia
sarà in grado di andare a letto da solo. Si tratta di conoscere le varie fasi
di sviluppo e di avere la pazienza di accompagnare in maniera corretta e
costante, con una ottima coesione educativa.
Ho fatto l’esempio del lettone perché è
forse il più eclatante, ma per molte altre fasi il comportamento dovrebbe
essere lo stesso. Ho parlato di contraddizioni. Chiedere a un bambino di
staccarsi dalle figure genitoriali per una giornata intera, tipo per andare a
scuola o al nido e poi tenerlo nel lettone, dargli il biberon, imboccarlo
quando l’età gli consentirebbe di fare tutt’altro è una grossa contraddizione.
E che dire poi dell’uso del passeggino?
Il week end scorso ero in una grande
città e ho approfittato della bella giornata per fare una passeggiata nel
grande parco cittadino. Ho visto tanti di quei bambini e bambine sul passeggino
che sono rimasta sconvolta. Non certo per il numero di bambini, ben venga, ma
per l’età. Pochi quelli che avevano meno di due anni, gli altri e le altre
erano abbondantemente sopra i tre/quattro anni. A proposito di autonomia: la
comodità sembra prevalere su tutto. E poi ce la prendiamo con i bambini e le
bambine….

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