Lunedì mattina, piccola stazione ferroviaria. Un signore
molto gentile la tiene sempre pulita, in ordine. Le fioriere con i gerani, i
marciapiedi senza una cartaccia, i binari, solo due per carità, uno che va e
uno che viene, ripuliti dalle schifezze che viaggiatori maleducati lasciano andare
quando salgono o scendono dai convogli.
Una piccola oasi di pace, un tempo era una stazione con
capostazione, biglietteria e un viavai di studenti e lavoratori. C’era il bar
con dopolavoro ferroviario, fino all’ultimo i clienti affezionati andavano a
leggere il giornale e a farsi la partitina di carte. Briscola perlopiù, bagnata
da un sano calice di vino.
Da qualche anno la biglietteria è sparita, sostituita dalla
macchinetta sparabiglietti. Non serve più personale, anche il bar è stato
chiuso ma è rimasta la piccola sala d’aspetto per consentire ai viaggiatori di
ripararsi dal freddo o dal caldo, a seconda delle stagioni. Una stazioncina d’altri
tempi, con il gabinetto sempre pulitissimo, aperto dal primo treno del mattino
all’ultimo della sera.
Lunedì mattina un disastro, le fioriere rovesciate e buttate
giù per le scale del sottopassaggio, tutta la terra sparsa sui marciapiedi, i
cestini per la raccolta rifiuti (differenziata, si intende) rovesciati e le
immondizie sparse ovunque.
A vedere quella scena mi si è stretto lo stomaco. L’ho
vissuto come uno smacco non solo nei confronti degli ignari viaggiatori – anche
uno smacco personale visto che utilizzo il trenino una o due volte la settimana
– ma soprattutto nei confronti del custode.
Le domande si accavallavano tra i primi viaggiatori delle
sei di mattina. Perché?
Qualcuno sostiene che sono i ragazzini a fare questo, per
noia e divertimento.
Divertimento? Se così fosse dovremmo davvero farci più di
una domanda sul tipo di educazione di questi “ragazzini”.
Sono partita con un groppo alla gola, avrei voluto
rimboccarmi le maniche e iniziare a sistemare le cose ma non l’ho fatto e un po’
me ne sono pentita.
Al rientro, alle otto di sera, la stazione era perfettamente
pulita. Le fioriere (senza fiori purtroppo) al loro posto, i cestini
ripristinati, il pavimento e le scale perfettamente puliti.
Come adulto, se è vero che sono ragazzini i vandali che
hanno lerciato la stazione, mi vergogno per loro e per i loro genitori e sento
di mettere un ringraziamento pubblico nei confronti del custode che continua
indefesso la sua opera di civilizzazione degli spazi. Un grazie dovuto.

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