Il disegno di legge denominato volgarmente “anti maranza”
propone di togliere quella clausola dove i minori di 16 anni vanno valutati
rispetto alla loro capacità di intendere
e volere. Quella clausola consentiva al giudice di verificare
effettivamente lo stato delle cose, di analizzare con cura il reato e chi lo ha
commesso, partendo dal presupposto che un ragazzino o ragazzina al di sotto del
sedicesimo anno sia talmente dentro un processo di crescita, dove il cervello è
in fase di maturazione e non vi sono le condizioni per valutare bene le azioni
che is compiono, da rendere necessaria appunto la dicitura “incapace di
intendere”.
Togliere questa clausola significa trattare i ragazzini e le
ragazzine alla stregua degli adulti.
Un cervello in crescita non può rispondere come quello
formato, questo non cambia anche se i casi di delinquenza minorile sono in
aumento.
Scegliere la strada della punizione denota il fallimento del
mondo adulto. Un mondo che non si sa fare le giuste domande, che non sa come
agire per creare contesti in cui i minori possano crescere e sviluppare le loro
competenze sentendosi accettati, visti, valorizzati.
Il governo sceglie la strada dura, punire e combattere: ci
dovrebbe essere un atteggiamento diverso, studiare e comprendere, attivare
finanziamenti atti a togliere dal disagio i troppi minori in povertà educativa,
le famiglie che sono lasciate a loro stesse.
Non ci sono soldi?
Balle!
Invece che rimpolpare il riarmo si dovrebbero assolutamente e
urgentemente finanziare progetti per minori e famiglie, attivare un welfare
sostenibile.
Invece…invece si triplicano le spese per le armi e si
depaupera quello che sarebbe necessario implementare: istruzione, educazione e
sanità.
E’ colpa della società: questo si sente dire, come se la
società fosse un ectoplasma che vaga sopra le nostre teste. La società siamo
noi ed è responsabilità di ognuno se la “maranza” è diventata un fenomeno così
diffuso. Diamogli addosso ai più giovani, ci siamo chiesti come sarà il domani?
La mia speranza è che questa proposta di legge non passi e
anzi che si possa realmente muovere e smuovere le coscienze per fare un passo
indietro sui finanziamenti alle armi e dare maggiore forza a progetti
territoriali che possano aiutare concretamente le famiglie e i tanti ragazzi e
ragazze che stanno vivendo e dimostrando un disagio profondo.

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