20 gennaio 2026

RECENSIONE DI MAURA PONTONI


 Trieste, 22 giugno 2020. Dopo la stretta causata dal lockdown Giulia, psicoterapeuta triestina, riapre il suo studio. La città sembra riprendere pian piano vita e con lei le storie dei pazienti che, uno dopo l’altro, tornano a incontrare la terapeuta in presenza.

Tutta la vicenda si snoda nell’arco di una giornata e Giulia, nella pausa pranzo ripercorre alcune vie della città, occasione per riandare con la memoria alla sua storia, all’incontro con l’uomo della sua vita, con spazi e luoghi che l’hanno vista felice o inquieta.

Il passato ritorna costantemente e il gomitolo in copertina, opera di Andrea della GAM grafica, richiama Bergson con il suo intrecciare ieri con l’oggi.

I pazienti di Giulia, infatti, continuano a fare i conti con il passato che non scompare affatto, ma si accumula costantemente ed è sempre presente.

Giulia ha il compito di accompagnare a scoprire l’unicità di un presente che ha la capacità di contenere il passato senza per questo esserne vittime. La guarigione sta proprio in questa integrazione.

Un elemento fondante della narrazione è dato però dalla figura di Amos, alpinista, geologo, una vita fatta di montagna, ricerca di senso e contraddizioni.

Cosa ha a che vedere Amos con la terapeuta?

Non possiamo svelare troppo perché l’intreccio ha talvolta i contorni di un giallo senza commissariati di polizia. Sta a Giulia indagare ma possiamo dire da subito che Amos non è un suo paziente. Dunque?

La trama è costruita con cura, non si vorrebbe mai smettere di leggere perché si ha il desiderio di scoprire di più, di capire dove vanno a parare le vite di questi personaggi che sono normalissimi nella loro straordinarietà: potremmo essere tranquillamente noi.

Il lettore si sente interpellato da una realtà che potrebbe essere la sua o quella di una vicina di casa.

L’autrice mastica bene la materia psicologica e mi viene da dire anche quella filosofica e letteraria. Le citazioni che aprono i capitoli, infatti, fanno comprendere un amore per la letteratura e in particolare per alcuni autori, come Magris, che diventa in qualche modo parte della storia con le sue opere.

E poi c’è il mare, quello del Golfo di Trieste, quello di Salvore in Croazia e quello della Sicilia.

E la scala? Giulia ne vede una il primo giorno e poi…

 

Maura Pontoni


 


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