19 aprile 2026


 Leggere è costruire quella parte di sé in continua evoluzione, è consentire alla nostra mente di mettersi continuamente in discussione e poi di imparare, imparare, imparare.

Farsi male è una delle ultime letture che ho fatto. Lingiardi è un autore per me importante non solo per il suo modo di porre le questioni, mettendo in sintonia i maestri con il presente, ma per la capacità di arrivare direttamente ai temi cosicchè le sue parole giungono a bersaglio per il semplice motivo che parla di ognuno di noi.

Non è un autore semplice ma riesce a rendere masticabile ogni concetto che propone.

In questo “Farsi male” si esplora il masochismo. Prima cosa molto importante, ci aiuta a uscire da quel preconcetto che ha da sempre collocato il masochismo in una sorta di patologia fortemente collegata alla sessualità.

I vari masochismi qui presentati parlano del nostro quotidiano, ci appartengono tutti, chi più chi meno.

Farsi male non è solo tagliarsi, ferirsi o farsi frustare. Farsi male è spesso non rendersi conto di essere dentro storie asfittiche o tossiche, lavorare in ambienti in cui ci si sente intrappolati, essere dentro logiche che apparentemente ci agganciano e ci impediscono di essere finalmente noi stessi.

L’esplorazione individuale è interessantissima, personalmente ho ritrovato molto della mia storia e sono riuscita a capire meglio i passi che ho fatto per uscire da alcune logiche. Mi sono sentita fortunata di aver visto in anticipo determinati ingorghi che rischiavano di affossarmi.

Lingiardi ci conduce per mano senza giudizio, ci aiuta a comprendere che talvolta il nostro malessere può dipendere da noi e dalla nostra incapacità di dare un taglio a determinate situazioni.

Il masochismo vero e proprio viene esplorato ma non è certo il punto centrale del libro. E’ una delle tante forme più o meno malate di rapporti non proprio costruttivi.

Ho trovato molto interessante la parte finale dove si parla di masochismo collettivo, credo che nessuno di noi possa chiamarsi fuori. La storia recente ci ha fornito indicazioni possibili per non ricaderci ma in realtà, a quanto pare, non sono state tenute conto e forse a causa del sottile masochismo collettivo la nostra società sembra molto incline a tuffarsi nuovamente dentro storie già annusate ma non per questo rifiutate. 


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