Sarà infantile non dico di no, ma presentare un libro all’antico
Caffè San Marco di Trieste ha per me un valore immenso.
La prima volta che sono entrata in quel caffè, ormai più di
vent’anni fa, ho incontrato quello che per me è sempre stato IL MAESTRO; il professor
Claudio Magris. Ricordo la trepidazione quasi da scolaretta.
Lui era seduto “al suo solito tavolo” stava leggendo il
giornale. Io timidissima mi ero avvicinata e tremavo come una foglia. Il prof Magris
è sempre stato il modello di scrittore eccelso, di una cultura smisurata, era
un idolo.
Ricordo che mi accolse come se ci fossimo conosciuti da
sempre, da un po’ di tempo ci scrivevamo delle lettere ma non lo avevo mai
conosciuto “dal vivo” se non come spettatrice in occasione delle sue conferenze
o presentazioni di libri.
L’atmosfera del caffè ha fatto la sua parte, mi sentivo una
briciolina, immaginavo le presenze di uomini e donne importanti che avevano
calcato quel pavimento.
Rivedevo il profilo di Saba, di Joyce, di Svevo.
Tutta suggestione, non c’è alcun dubbio.
Per me il fascino di quei tempi è rimasto e il desiderio più
grande era proprio quello di entrare in quel caffè un giorno come autrice.
Grazie alla casa editrice Orto della cultura di Udine posso
coronare il mio sogno.
Il mio libro, “La scala” è forse indegno di entrare dentro
quel caffè ma colgo l’occasione e ringrazio in anticipo sia i gestori che lo
hanno accolto che la professoressa Kodilja che lo presenterà assieme a me.
Emozione a palla, respirare la cultura dei secoli passati
sarà il premio sufficiente per questo mio battesimo triestino.
Non ho mai presentato un libro a Trieste, questa volta lo
faccio alla grande, del resto la vicenda si svolge tutta a Trieste in omaggio
proprio a quel mio antico amore letterario, il prof Claudio Magris.

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