Ho rivisto “Miracolo sulla 36^ strada”, un film che mi
ricorda i tempi andati quando aveva un senso tentare di salvaguardare il
pensiero magico dei bambini. La morale del film, esagerato un po’ come tutte le
americanate, era proprio questo, cercare di tutelare il sogno, la capacità di
credere al di là del visibile. Oggi esiste ancora il sogno? I nostri bambini e
ragazzi sanno che cosa sia?
Babbo Natale ha soppiantato ogni significato del Natale, si
consuma tutto, non si è felici per niente. La retorica sul Natale è
stucchevole, le luminarie invece che portare un po’ di allegria vendono lo “spirito
natalizio”, ovvero consumare, consumare, consumare.
Mi chiedo come siamo arrivati a questo punto.
Ascoltare le frasi fatte, richiedere eventuali tregue per un
giorno, il giorno di Natale, chiedere che per 24 ore si fermino i
bombardamenti. E’ tutto così assurdo. Il giorno dopo si può riprendere a sparare…
Il presepe appare ovunque, negli ologrammi sulle pareti dei
palazzi, esibito nelle vetrine, il tutto per spingere a comperare null’altro
che questo.
Che ha a che vedere tutto ciò con la nascita di un ipotetico
Messia?
Si utilizza la narrazione evangelica per costruire un
periodo fittizio dove il volersi bene ed essere tanto buoni serve ai jingle
pubblicitari,
Ci si scambiano gli auguri e mi chiedo perché e soprattutto
per cosa.
Non posso non vedere la sofferenza di tanti ragazzi alla
ricerca di un senso, la loro denuncia dell’ipocrisia del mondo adulto. Non
posso non imbattermi nei tanti senzatetto che stazionano sui marciapiedi. Non
posso non vedere i migranti che non riescono a trovare un posto dove dormire,
la rotta balcanica ne sforna e non c’è posto per loro.
Non posso non ricordare le donne uccise da chi diceva di
amarle.
Non posso ascoltare gli auguri di chi sceglie di acquistare
armi per difendersi da ipotetici nemici, uomini come noi, privando la gente
comune e sensata di strutture sanitarie, di scuole, di un welfare degno di
questo nome.
Ho la sensazione che tutto sia tornato indietro, molto
indietro e la gente rassegnata o forse ormai delusa se ne sta rinchiusa nelle
proprie case a guardare una televisione che sforna programmi idioti a ciclo
continuo.
Voleva essere una riflessione di Natale e invece sta
diventando un pippone depressivo.
Ma voglio riscattarmi dicendo che comunque la vita è bella e
vale la pena di essere vissuta. Me lo ricorda ogni giorno Etty Hillesum, era
capace di vedere il raggio di sole e la bellezza dell’azzurro del cielo anche
dentro un capo di concentramento.
Allora, mi soffermo a vedere lo sguardo limpido e splendente
di Massimo e di Emanuele, la gioia per la nascita della piccola Francesca, lo
scambio di auguri di tante persone che mi vogliono bene a cui voglio bene. E
allora, buon Natale sia!

Nessun commento:
Posta un commento